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Omaggio a Roberto Borsa (1880-1965)

Cuggiono e il suo territorio nei dipinti di un neo impressionista lombardo

Esposizione di opere presso lo spazio polifunzionale "Le radici e le ali" , S. Maria in Braida - Cuggiono

22 Dicembre 2007 - 3 Febbraio 2008

Testi di Donatella Tronelli,  traduzione inglese di Ernesto Milani

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

 

 

 

Tribute to Roberto Borsa (1880-1965)

Cuggiono and its territory by a lombard 

neo-impressionist 

Paint exhibition in "Le radici e le ali", S. Maria in Braida - Cuggiono

December, 22 - February,3 2008

 

Text by Donatella Tronelli, english translation by Ernesto Milani

Click on the image to enlarge 

 

 

1. Interno di Villa Clerici a Castelletto di Cuggiono

Olio su tavola, 40 × 50 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Sul retro la riflessione, di pugno dell’artista: Sic transit gloria mundi

Collezione privata

In mostra si propone anche un disegno della stessa Villa, ripresa dal ponte di Castelletto di Cuggiono. 

Costruita alla metà del ’600, Villa Clerici è uno degli edifici caratteristici sul Naviglio Grande, detti comunemente “castelletti”. Dopo l’estinzione dei Marchesi Clerici, che nella seconda metà del ’600 erano stati feudatari di Cuggiono, la Villa subì vari destini, trasformata anche in sede industriale, con la conseguenza di un inarrestabile degrado, del quale è testimone questo dipinto, che ne ritrae un interno, un tempo fastoso, con il commento, appunto, Sic transit gloria mundi. E sì che nel 1743 l’incisore Marc’Antonio Dal Re, nel suo Ville di delizia, descriveva Villa Clerici come “tra le più imponenti di Lombardia” da cui si scorgevano “a Tramontana il Sacro Monte di Varese, a Mezzogiorno la città di Vigevano, ed a Sera, quella di Novara”. 

1.Castelletto di Cuggiono : Interior of Villa Clerici

Oil on wood , 40 X  50 cm.

Signed on the lower left side, undated.  

On the back , a thought handwritten by the artist : Sic transit Gloria mundi (thus passes the glory of the world).

The exhibit also displays a drawing of the same Villa with a view taken from the bridge of Castelletto di Cuggiono. Villa Clerici, built around the mid -1600s, is one of the picturesque buildings along the Naviglio Grande, commonly referred to as “castelletti” (chatelet). After the extintion of the Marchesi Clerici, who had been large landowners in Cuggiono in the second half of the 1600s, the Villa was used in different ways and even transformed into an industrial site with a consequent unstoppable degradation witnessed by this painting where the interior once magnificent is now commented with : Sic transit Gloria mundi. In 1743 the engraver Marc’Antonio Dal Re, in his Ville di delizia  (Villas of enchantment) described Villa Clerici as “one of the greatest in Lombardy” from where one could see the Sacro Monte of Varese (The Holy Mountain of Varese) to the North, the city of Vigevano to the South and Novara to the West.

                                                                 

2. Il ponte di Castelletto di Cuggiono

Olio su tavola, 40 × 50 cm

Firmato in basso a destra, non datato

Collezione privata

Immagine simbolo del territorio, il ponte fu più volte ripreso anche da Borsa, nelle differenti angolazioni. Come esempi, qui se ne propongono due versioni, questa e il n. 34, che parrebbe posteriore per la tavolozza decisamente schiarita e l’atmosfera più soffusa e meno naturalista.  

2. Castelletto di Cuggiono : The bridge

Oil on wood ,  40 X 50 cm.

Signed on the lower right side, undated.

Private collection.

The bridge, a symbol image of the territory, was painted many times by Borsa from different angles. For example, we have on display two versions, this one and n. 34 which seems a posterior work on account of his lighter palette, a softer and less naturalist atmosphere.

3. Via Magenta, Cuggiono

Olio su masonite, 50 × 40 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Collezione privata

Il dipinto apre, nella mostra, la serie delle vedute urbane di Cuggiono.

Dovrebbe trattarsi dell’angolo fra le vie Magenta e Cristoforo Colombo. 

3. Cuggiono : via  Magenta

Oil on masonite , 50 X40 cm.

Signed on the lower left side, undated.

Private collection.

This painting is the first of a series of Cuggiono urban views at the exhibit.

It is likely the corner between via Magenta and Cristoforo Colombo.

4. Cortile in via Pellegatta, Cuggiono

Olio su tela, 35 × 50 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Comune di Cuggiono

Il cortile, detto anche “della Madonna” per la presenza di un dipinto murale, pare fosse particolarmente ‘vivace’, almeno secondo la testimonianza dell’allora bambino con carriola, ritratto nel quadro, oggi noto professionista cittadino. In primo piano la casa dove vivevano la cartomante Maria Majno e Paolo Sereni, originale e conosciuta figura di ex marinaio, che per vivere pescava e vendeva pesce.

4.Cuggiono : Courtyard in via Pellegatta

Oil on canvas, 35 X 50 cm.

Signed on the lower left side, undated

Commune of Cuggiono

The courtyard, also known as that of “the Madonna” due to a mural painting, was quite lively according to the boy with the wheel barrow portrayed in the painting, who is now an important  professional in Cuggiono.

On the foreground the house inhabited by the fortune-teller Maria Maino and Paolo Sereni, an original and well-known former sailor who made  a living by fishing and selling fish.

 

5. Vecchio forno

Olio su tela, 30 × 40 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Comune di Cuggiono

Noto come “Forno del Cirlìn”. Siamo all’inizio di via Beolchi a Cuggiono.

5. Old Oven

Oil on canvas , 30 X 50 cm.

Signed on the lower left side, undated

Commune of Cuggiono.

Known as “Cirlìn’s Forno” .  It’s at the entrance of via Beolchi in Cuggiono.

6. Villa Annoni da un cortile di via Beolchi, Cuggiono

Olio su tavola, 50 × 40 cm

Firmato in basso a destra, non datato

Comune di Cuggiono

Il cortile in questione è tuttora riconoscibile, oltre i cambiamenti intervenuti nell’arco degli anni.

Stranamente, se vogliamo, si è rintracciato solo questo dipinto in cui compaia – seppur in scorcio all’orizzonte – la sontuosa Villa Annoni, che pure è, con il suo splendido parco, il vanto di Cuggiono; commissionata – secondo la tesi più diffusa – sul finire del Settecento all’architetto genovese Giuseppe Zanoja. Non è certo escluso che vi siano altre opere, non rinvenute al momento, con la Villa, ma certo essa non fu soggetto privilegiato dell’artista.

Forse perché le origini di Borsa pittore s’innestano nella tradizione del verismo lombardo, ammantato di valenze sociali, della seconda metà dell’Ottocento e, dunque, nelle vedute si privilegia il tessuto ‘del borgo’, quello della quotidianità vissuta, con la costante presenza delle figure e, magari, i panni stesi al sole.

Stesso discorso potrebbe riferirsi anche all’Interno di Villa Clerici (n. 1), còlta non nella magnificenza della struttura ma nella realtà effettiva del momento.

 

6. Cuggiono : Villa Annoni from a courtyard in via Beolchi.

Oil on wood, 50 X40 cm.

Signed on the lower right side, undated.

Commune of Cuggiono.

The courtyard is still recognizable in spite of the changes that have occurred through the years.

Strangely this is the only painting found depicting – albeit a view on the horizon – the sumptuous villa Annoni that with its splendid park is the pride of Cuggiono ; commissioned, most probably, at the end of the eighteenth century to the Genoese architect Giuseppe Zanoja. There might be other works on the Villa, still undiscovered, although it wasn’t a favourite subject of the artist, maybe because Borsa’s style is grafted into the tradition of Lombard verism of the second half of the nineteenth century, full  of social values and thus the view favors the “borgo” fabric

(village fabric) with its daily life with the constant presence of people and maybe the clothes drying in the sun.

The same applies to the Interior of Villa Clerici (n1.) captured in the effective reality of the moment rather than in the grandiosity of the structure.

7. Cascina del Sciuc

Olio su tela, 51 × 80 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Collezione privata

Del dipinto, esistono anche, in collezione privata, uno studio preparatorio (olio su cartone pressato, 15,5 × 22 cm, titolato sul retro Cascina del Sciuc) e un disegno (matita su carta, 240 × 360 mm, titolato e datato in basso a sinistra Cascina del Sciuc 1938 Pasqua). 

La Cascina – oggi ristrutturata –  si trova nelle immediate vicinanze dell’alzaia del Naviglio, sul lato opposto rispetto alla più conosciuta Cascina Confetteria, anch’essa ripresa in altra opera dall’artista (olio su tavola, 23 × 24 cm; collezione privata).

 

7. Sciuc’s farmhouse

Oil on canvas, 51 X 80 cm.

Signed on the lower left side, undated

Private collection.

A private collection has a preparatory study (oil on pressed cardboard, 15.5 X 22 cm., titled on the back Cascina del Sciuc) and a drawing ( pencil on paper, 240 X360 mm., titled and dated on the lower left side Cascina del Sciuc 1938 Easter).

 

The farmhouse – now restructured – is located near the embankment of the Naviglio, on the opposite side of the better known Cascina Confetteria, also portrayed in another work by the artist (oil on wood, 23 X 24 cm., private collection).

 

8. Il mulinetto, 1944

Olio su tela, 80 × 100 cm

Firmato in basso a sinistra 

Datato dall’artista in un album fotografico appartenente all’Archivio Borsa

Milano, Collezione Borsa

Il “mulinetto” – come comunemente è chiamato –  si trova lungo una roggia non distante dal ponte di Castelletto sulla via per il Ticino. Oggi, purtroppo, un’alta siepe lo cela alla vista dalla strada.

8. The small water-mill.1944

Oil on canvas, 80 X100 cm.

Signed on the lower left side

Dated by the artist in a photographic scrapbook  of Milan, Borsa Archivi, Borsa Collection.

The “mulinetto” – its common name – is located along a millstream close to the bridge of Castelletto on the way to the Ticino river. Nowadays a tall hedge

conceals its view from the road.

9. Il mulinetto, 1922 ca

Olio su tavola, 22 × 15 cm

Firmato in basso a destra, non datato      

Collezione privata

Sempre in un album fotografico d’archivio, si trova la riproduzione di un dipinto molto vicino a questo, per misure, stile e inquadratura (oggi non rintracciato), con data, di pugno dell’artista, “1922”. 

La differenza di vent’anni fra quest’opera e la precedente ribadisce come Borsa amasse tornare nel tempo su soggetti particolarmente cari (lo si è già ricordato per il ponte di Castelletto di Cuggiono).

Il parallelo fra i due lavori, a parte il divario di dimensioni, è testimonianza diretta dell’evolversi stilistico del pittore da un cromatismo vivace e pastoso a toni più spenti e a una materia più povera e sfumata.

9. The small water-mill, circa 1922

Oil on wood, 22 X15 cm.

Signed on the lower right side, undated

Private collection.

The reproduction of a painting similar to this one in dimensions, style and framing (not yet found) duly signed by the artist “1922”, may be seen in an archival photographic scrapbook.

The difference of twenty years between this work and the previous one confirms how Borsa loved to return in time on beloved subjects ( see also the bridge of Castelletto di Cuggiono).

The comparison between the two works, besides the difference in dimensions, witnesses the technical evolution of the painter from a bright and mellow chromatism to dull tones and a poorer and shaded matter.

 

10. Banchetto della “Nina” in via san Rocco, Cuggiono

Olio su tavola, 18 × 27 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Collezione privata

Noto personaggio Cuggionese, la “Nina” vendeva dolciumi e ‘sfizi’ vari, dalle caramelle alla liquirizia. In primo piano, sulla destra, l’ingresso della bottega di “Nora”, altra protagonista della vita di questo angolo di paese, tuttora preziosa fonte di memorie. 

Va detto che via San Rocco costituiva il centro motore della vita commerciale di Cuggiono (oggi, è quasi immutata sul lato sinistro da piazza San Giorgio, mentre è completamente cambiato il fianco destro).   Colpisce l’estrema modernità, d’atmosfera metafisica, della composizione, con la libertà prospettica e la sintesi delle geometrie che avvicinano il piccolo dipinto a una scenografia teatrale.

 

10. Cuggiono . Nina’s stand in via san Rocco

Oil on wood, 18 X27 cm.

Signed on the lower left side, undated

Private collection

“Nina” was a well-known Cuggionese character who sold sweets and various delicacies, from candies to licorice. On the foreground, on the right, the entrance to Nora’s shop, another protagonist of this corner of the village, still a precious source of memories.

Via san Rocco represented the center of commercial activities in Cuggiono (now it’s almost the same on the left side from piazza san Giorgio, while the right side has completely changed).

The extreme modernity and metaphysical atmosphere of the composition are impressive : its prospective freedom and the geometric synthesis make the small painting similar to a theatrical scenography.

11. Autoritratto, anni Cinquanta

Olio su tavola, 40 × 30 cm

Firmato in basso a destra, non datato

Milano, Collezione Borsa

Per le caratteristiche somatiche databile agli anni Cinquanta, quando Borsa, nato nel 1880, aveva sui settant’anni e ancora molta autoironia, espressa con la capacità introspettiva di sapiente ritrattista (fra gli altri, cinque ritratti da lui eseguiti figurano nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano, che raccoglie, lungo cinque secoli, le immagini dei benefattori, realizzate dagli artisti prescelti su specifico incarico del Consiglio ospedaliero). Con l’autoritratto si apre,  nella mostra,  una  piccola sezione biografica,  legata

in particolare all’ambito cuggionese.

11. Self-portrait, 1950s

Oli on wood, 40 X30 cm.

Signed on the lower right side, undated

Milan, Borsa Collection

His features make it datable around the 1950s when Borsa, who was born in 1880, was in his seventies and still capable of self-mockery that he expressed with the introspect ability of a skillful portrait-painter  (five of his portraits are displayed in the Painting Gallery of the Ospedale ( Hospital) Maggiore of Milan that collects the images of benefactors throughout five centuries made by artists specifically selected by the Hospital council).

This self-portrait starts the exhibit’s biographical section particularly linked to the Cuggiono area.

12. Attestato di nomina a Socio Onorario dell’Accademia di Brera   

“per la benemerenza acquistata nelle arti”, in data 14 agosto 1912, firmato da Camillo Boito, Presidente dell’Accademia e Preside della Facoltà di Architettura, anch’essa all’epoca con sede in Brera.

Nel 1912 Borsa ha trentadue anni. A Brera era entrato, come allievo, a diciotto, studiando sotto la guida di Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone.

Milano, Archivio Borsa

12. Certificate of appointment as honorary member of Brera Academy

“for merit acquired through arts”, dated 14 August 1912, signed by Camillo Boito, President of the Academy and Dean of the Faculty of Architecture, then still located at Brera. In 1912 Borsa was 32. He had entered Brera as a student at 18 under the guidance of Giuseppe Mentessi and Cesare Tallone.

Milan, Archivio Brera

13. Ore serene, 1924

Olio su tela, 70 × 100 cm

Firmato e datato in basso a sinistra, titolato a retro, sul telaio

Milano, Collezione Borsa

Il dipinto risulta esposto alla mostra “L’arte e il Convito” alla Permanente di Milano nel 1957 (sala 13, n. 243).

Ritratto di famiglia in un esterno: la moglie cuggionese dell’artista, Maria Clerico (in primo piano), il padre, la madre, la sorella, il primogenito Gianfranco di tre anni. E, simbolo di buona borghesia, la cameriera abbigliata ‘comme il faut’.   

Il giardino, in fondo a via San Rocco, Cuggiono,  apparteneva alla famiglia Clerico. Oggi è occupato da edifici; ne è rimasta solo una parte, se pure completamente modificata, adibita a uso pubblico

 

 

13. Quiet hours, 1924

Oil on canvas, 70 X100 cm.

Signed and dated on the lower left side, titled on the back, on the frame.

Milan, Borsa Collection

The painting was displayed at the exhibit “L’arte e il Convito” at the Permanente of Milan in 1957 ( room 13, n. 243).

Portrait of a family outdoors : the artist’s Cuggionese wife, Maria Clerico (in the foreground), the father, the mother, the sister, the first-born Gianfranco, then three-years old. And as a symbol of middle class, the maid dressed “as it should be” .

The garden, at the end of via San Rocco, Cuggiono, belonged to the Clerico family. Today it is occupied by buildings ; the only part left, even if completely modified, has been destined to public use.

14. Via San Rocco, Cuggiono

Olio su tavola, 14 × 19 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Collezione privata

Oltre il muro in fondo a sinistra si apre il giardino della famiglia Clerico.

14. Cuggiono : via San Rocco

Oil on wood, 14 X19 cm.

Signed on the lower left side, undated.

Private collection.

On the far left on the wall, view of the Clerico’s family garden opens up.

15. In giardino, 1932

Olio su tavola, 40 × 36 cm

Firmato in basso a sinistra

Titolato e datato sul retro “Cuggiono 1932/ In giardino”

Milano, Collezione Borsa

Ancora l’interno dello stesso giardino in prospettiva più sfondata. L’immagine è allusiva. Come se l’artista, che probabilmente sta dipingendo, fosse presente nella sua cassetta dei colori aperta.

15. In the garden, 1932

Oil on wood, 40 X36 cm.

Signed on the lower left side

Titled and dated on the back : “Cuggiono 1932/ in the garden”.

Milan, Borsa Collection

The interior of the same garden with a long perspective. The image is allusive. The artist, who is probably painting, seems to be present in his open colour-box.

16. Fiori, 1963

Olio su tavola, 35 × 35 cm

Firmato in basso a sinistra

Datato in alto a sinistra, con il pennello, 28.7.63

Collezione privata

Si è inteso dare un esempio, particolarmente felice, di un’altra tematica tipica di Borsa (oltre all’attività di ritrattista e incisore). È qui più evidente che altrove la tecnica del contour, che con il tratto sottile e nero di pennello contorna e disegna le figure, definendole e staccandole dal fondo. Un lavoro sulla forma in cui s’imponga la linea.  

16. Flowers, 1963

Oil on wood, 35 x35 cm.

Signed on the lower left side

Dated by brush on the left top side, 28 July 1963

Private collection.

This is an example of the typical themes of Borsa, besides his activity as a portrait –painter and engraver. The contour  technique is quite highlighted by the thin and black brush stroke that outlines and draws the figures, defining them and detaching them from the bottom. A study on the form in which the line emerges.

17. Chiesa Vecchia da piazza San Giorgio, Cuggiono

Olio su cartone pressato, 15,5 × 22 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Collezione privata 

La vecchia parrocchiale di San Giorgio – dal 1846 di Santa Maria delle Grazie – oggi non esiste più, ma già aveva perso la propria funzione, nel 1633, con l’apertura al culto della “chiesa nuova” di San Giorgio. 

Anche se probabilmente di origini precedenti (lo proverebbe l’altare rigorosamente orientato a levante come in tutte le chiese dei primi secoli), della Chiesa Vecchia si avevano notizie sin dal XIII secolo. Nel tempo subì profonde trasformazioni (quali l’aggiunta delle navate laterali a quella originaria), in specie dopo le visite pastorali degli arcivescovi di Milano, Carlo Borromeo (poi divenuto San Carlo) nel 1570 e del cugino Federigo Borromeo (di manzoniana memoria) nel 1605. Ormai pressoché inutilizzata e con gravi problemi di degrado, nel 1926 fu sconsacrata e, dopo lungo e sofferto contenzioso, nel 1960 ceduta dalla Curia al Comune di Cuggiono, che ne aveva in programma l’abbattimento per interventi urbanistici. 

Furono, comunque, salvati gli affreschi cinquecenteschi della Cappella dell’Assunta, situata in fondo alla navata di destra, passati in proprietà al Comune stesso.

 

17. Cuggiono : Old church from piazza San Giorgio.

Oil on pressed cardboard, 15.5 X22 cm.

Signed on the lower left side, undated

Private collection

The old parish church of  St. George -  Our Lady of Grace since 1846 – doesn’t exist any longer; it had already lost its proper function in 1633 when the “new church” was opened to worship.

The Old Church was mentioned since the 13th century although it might be even older (this theory might be supported by the altar  oriented  towards  the east like all primitive churches). In time it underwent profound changes (for example the addition of the aisles to the original nave ) especially after the pastoral visits of the archbishops of Milan, Carlo Borromeo ( later on St. Charles) in 1570 and his cousin Federigo Borromeo ( mentioned by Manzoni ) in 1605. In 1926, due to problems of degradation and also practically unused, it was deconsacrated ; in 1960, after long legal disputes, the diocesan Curia sold it to the commune of Cuggiono which had a plan to demolish it for urban renewal.

The same commune acquired the 16th century  frescoes of the Chapel of Our Lady of Assumption located at the end of the right aisle that were fortunately salvaged.

18. Vecchie risaie

Olio su masonite, 30 × 55 cm

Firmato in basso a destra, non datato

Collezione privata

Sino agli anni Sessanta, nel territorio cuggionese era diffusa la coltivazione del riso, insieme all’allevamento dei bachi da seta.

Dallo stile e dalla tematica della fatica dell’uomo a confronto con la natura, Vecchie risaie sembrerebbe risalire al periodo intorno al 1920 (vedi, a confronto, il dipinto n. 28, anch’esso ispirato al lavoro dei campi). Vi è, inoltre, presso la famiglia, un bozzetto del tutto simile (olio su cartone pressato, 15 × 22 cm).

 

18. Old rice paddies

Oil on masonite, 30 X55 cm.

Signed on the lower right side, undated

Private collection

Till the Sixties the cultivation of rice and sericulture were common in the territory of Cuggiono. According to the style and the themes of human labour confronted with nature, Old rice paddies might be traced back to the 1920s (see also painting n. 28 inspired by field labour).

His family also holds a similar sketch (oil on pressed cardboard, 15 X 22 cm.).

19. Cortile di via Bossi, Cuggiono

Olio su tavola, 30 × 40 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Collezione privata

Qui particolarmente netto il taglio luce/ombra che caratterizza molti scorci urbani, dove le ombre disegnate allagano il primo piano delle strade, corrono lungo i muri, precipitano dai tetti (vedi anche i nn. 4, 6, 17)

19. Cuggiono : courtyard in via Bossi

Oil on wood, 30 X40 cm.

Signed on the lower left side, undated

Private collection

Notice the clear contrast light/shadow that characterizes many urban views  where the painted shadows flood the foreground of the streets, run along the walls, fall from the roofs. (see also paintings n. 4,6, 17).

20. Primavera. Cuggiono

Olio su cartone pressato, 15,5 × 22,5 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Titolato a retro, sul cartone, “Primavera. Cuggiono”

Collezione privata

In maniera quasi stilizzata, con i verdi tenui a sfumare nelle tonalità del rosa e dell’azzurro, l’eterna poesia della natura che ridà foglie e fiori ai tronchi spogli. Con una tale forza che l’albero in primo piano domina i tre livelli dell’orizzonte a salire: il prato, la montagna, il cielo. A dimostrare come anche nella piccola dimensione si possa comporre con largo respiro.

 

20. Cuggiono. Springtime

Oil on pressed cardboard, 15.5 X 22.5 cm.

Signed on the lower left side, undated.

Titled on the back, on the cardboard, “Springtime in Cuggiono”

Private Collection

The eternal poetry of nature readorning the bare trunks with leaves and flowers painted in a nearly stylized manner with pale greens shading into pink and azure. A great strength with the tree in the foreground dominating the three ascending levels of the horizon -- the meadow, the mountain, the sky -- to demonstrate that it’s possible to compose at a wide range also in the small dimension.

21. “Cascina Americana”, in fondo a via Villoresi

Olio su tavola, 15 × 22 cm

Firmato in basso a destra, non datato

Titolato a retro, sulla tavola “Cuggiono”

Collezione privata

Una delle molte case e cascine, simili fra loro, che seminano la campagna intorno a Cuggiono. Deve il suo ‘soprannome’ al fatto di essere stata costruita, come diverse altre nella zona, grazie alle rimesse degli emigranti.

“Partivamo in bicicletta ben carichi sia nelle belle giornate di primavera e d’estate che in autunno. D’inverno ci limitavamo ai dintorni di Cuggiono… lui dipingeva ed io disegnavo felice al suo fianco ” ricorda, nella sua testimonianza,  la figlia di Borsa, Giuliana.

 

21. “American farmhouse”, at the end of via Villoresi

Oil on wood, 15 X22 cm.

Signed on the lower right side, undated

Titled on the back of the wood “Cuggiono”

Private collection

One of the many houses and farmhouses, all alike, that dot the countryside around Cuggiono. Its nickname denotes that it was  built thanks to the remittances of the migrants.

Giuliana Borsa remembers her father : “We left by bicycle, well loaded, both during the beautiful Spring and Summer days and the Fall. In the Winter we just stayed around Cuggiono …he painted and I happily drew at his side”.

22. “Al Bugnét da Bernà”. Asciutta del Naviglio, Bernate Ticino

Olio su cartone pressato, 15 × 22 cm

Firmato in basso a sinistra, non datato

Collezione privata

Due volte all’anno, a marzo e a settembre, il Naviglio viene ‘asciugato’ per la pulizia e, in un’atmosfera di tocco espressionista, le lavandaie usano delle poca acqua rimasta, mentre l’architettura di Bernate, che chiude l’orizzonte, è resa in una sintesi di forme come moduli. 

Per l’esattezza, si tratta del rione Bugnét, gruppo di case rurali situato sulla sinistra del Naviglio, a valle del ponte che collega i due nuclei del paese (vedi anche il n. 29). Sulla riva opposta corre l’alzaia, percorsa da